„La moda torna sempre” – anche se è uno slogan ripetuto spesso, bisogna ammettere che è una delle regole che governano il mondo delle tendenze. Ciò che in passato veniva considerato kitsch e senza gusto, oggi può essere un grande trend. Proprio così è successo nel caso della logomania – la moda di esporre i logotipi dei brand. Come è nata la moda per scarpe ed accessori così caratteristici e come indossarli?

Il boom della moda per la logomania si è verificato negli anni ‘80 e ‘90 del secolo scorso.

Logomania: cos’è?

Con questo termine si intende l’abbigliamento, le calzature e gli accessori con il logo della marca bene in vista. La regola è semplice: più grande è, meglio è. Sebbene inizialmente la logomania era tipica esclusivamente per i prodotti dei marchi sportivi, oggi ha dominato anche i vestiti indossati non solo per fare lo sport.

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Zaini Calvin Klein: marrone e bianco.

L’idea di mostrare il logo non è un’invenzione degli ultimi anni – le sue origini risalgono agli anni ‘80. Proprio allora è nata la moda all’attività fisica, in particolare al fitness. I produttori di abbigliamento sportivo sfruttavano volentieri il potenziale per acquisire nuovi clienti, inserendoci sopra un logo visibile.

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Cappellino GUESS

Segno di lusso

Alla moda per la logomania negli anni ‘80 hanno contribuito il consumismo galoppante e l’accelerazione economica negli Stati Uniti. È la nascita della generazione yuppie – giovani americani orientati alla carriera e al successo. Era trendy mettere in mostra i propri beni, il che doveva riflettere un elevato status sociale. E ciò è più facile da dimostrare, indossando i capi o le scarpe dove è ben visibile il logotipo di un brand di lusso.

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Guess: sneakers nere, cappellino e portachiavi.

Questi hanno iniziato ad apparire sulle felpe, magliette, pantaloni, scarpe, zaini, borse, e persino sulla biancheria intima. In questo modo, le aziende ottenevano la pubblicità gratuita, tra le quali primeggiavano Calvin Klein, Louis Vuitton e Chanel.

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Borsa GUESS

Gli anni ‘90 e il declino della logomania

L’inizio del decennio successivo ha consolidato ancor di più la forte posizione della tendenza alla logomania. Tutto grazie alla sempre viva moda per lo streetwear – indossare la felpa con il famoso swoosh della Nike o il cappellino con le tre strisce della adidas era quasi obbligatorio. Per sapere di più sulla moda anni ‘90, puoi leggere un altro articolo sul nostro blog.

Con gli inizi del XXI secolo, la logomania cominciava ad essere identificata con il kitsch. In commercio, infatti, giungevano le contraffazioni cinesi dei prodotti di marche rinomate. Dunque, i logotipi andavano diminuendo e la moda per il minimalismo durava fino alla metà degli anni ‘10 di questo secolo.

La logomania nella moda! Come indossare questo trend?

20 anni dopo, la logomania viene guardata con gli occhi totalmente diversi. Oggi non viene più considerata un simbolo di snobismo e manifesto materiale, ma un modo di giocare con lo stile e sottolineare, in modo un po’ ironico, la nostalgia per la moda dei decenni passati. Per alcuni brand, come ad es. Guess e Tommy Hilfiger, un enorme logo è un elemento essenziale di quasi tutti i progetti.

Lo sai che…?

Il ritorno della logomania nelle grazie dei trendsetter è un grande merito della marca Kenzo. I suoi designer, nella collezione per il 2012, hanno presentato la felpa con un logo di grandi dimensioni, composto dal nome del brand e dalla testa di tigre.

Come domare il trend della logomania? Qui è facile esagerare, per cui è importante che nell’outfit ci sia soltanto un elemento del guardaroba decorato con il logo di un determinato brand. In questo modo si distinguerà sullo sfondo dell’intero look. Le scarpe ed accessori in questo stile sono piuttosto una scelta per le occasioni informali, per quelle eleganti vale la pena puntare sulle opzioni meno appariscenti.

Autore

Agnieszka Ślęzak

Anche se sembra che le Converse e i tacchi non vanno d'accordo, sono proprio questi tipi di scarpe che preferisco di più. Nel mio guardaroba prevale il nero spezzato con motivi floreali. Nella vita privata sono amante dello humour nero, degli animali e dei film di Quentin Tarantino.

Il testo originale dell'articolo è stato tradotto e adattato alla versione italiana del blog escarpe.it da Maja Sobon.

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