Si può dire che non c’è più l’hype attorno alle Nike Air Max, si può dire che nessuno le vuole perché ce le hanno tutti. Si può dire che non sono belle. Ma non si può dire una sola cosa su queste scarpe – che non sono un modello avveniristico che ha rivoluzionato il settore delle calzature.

Come ben sai, il 26 marzo le Air Max festeggiano il loro compleanno. Di seguito leggerai la storia di Nike Air Max, ossia in breve tutto quello che non sai, ma devi sapere di questa linea di scarpe. E come sai, vale sempre la pena ricordare questa storica maratona.

Air Max 1

I cambiamenti innovativi non sono sempre ben visibili. Tuttavia, appena vengono notati, l’impressione è sorprendente. Nel 1987, Nike ha introdotto l’Air Max 1, il primo modello a presentare la leggendaria tecnologia Air Visibile. Il cuscinetto Nike Air, progettato per fornire un’elevata ammortizzazione, è diventato subito un modo per esprimere il proprio stile.

Le scarpe Air Max 1 erano una soluzione rivoluzionaria e provocatoria. Dopo il loro lancio, niente nel mondo delle scarpe sportive era più come prima.

Alla fine degli anni ’80 la tecnologia Nike Air non era più una novità. Fu utilizzata per la prima volta nel 1978 nel modello Air Tailwind, dove era nascosto in profondità nella suola. Lo stilista principale responsabile del progetto delle Air Max 1 è stato Tinker Hatfield. Architetto di formazione con la passione per stabilire nuove tendenze, Hatfield si è ispirato all’architettura parigina. Ha rimosso la schiuma che circondava l’intersuola, mostrando al mondo l’airbag.

Tinker Hatfield sulle Air Max:

Sono andato a Parigi per conoscere la città, compreso il Centro Pompidou. Tutte le installazioni di questo edificio sono state spostate sulla sua facciata, nascondendo persino le finestre. Quando sono tornato in Oregon, ho incontrato i tecnici che stavano lavorando per ottenere una suola Air più grande e ho esposto loro le mie riflessioni. Magari potremmo rendere visibile la nostra tecnologia?

All’epoca l’idea sembrava poco realistica, ma non scoraggiava né Tinker né il suo staff. Per distinguere ulteriormente il modello da tutte le altre scarpe da corsa, i designer gli hanno dato una colorazione vivace e senza precedenti.

Così è iniziata la storia che continua ancora oggi. Nei prossimi 32 anni la famiglia Air Max è cresciuta fino ad arrivare a molte centinaia di release diverse. Tuttavia, ciascuna di esse deve la sua esistenza all’originale unico e speciale, ovvero all’Air Max 1.

Air Max 90

Il terzo rilascio delle Air Max è stato presentato nel 1990. Il modello era dotato di un cuscinetto Nike Air più grande del suo predecessore. Tuttavia, la sua caratteristica principale era l’aspetto estetico. Hatfield era convinto che la silhouette della scarpa avrà un successo immediato. L’angolazione con cui ha regolato i pannelli e i blocchi di colori spingevano i runner ai risultati sempre migliori.

L’Air Max 90 è inoltre dotato di pannelli scanalati in plastica e di una varietà di opzioni di allacciatura per ottenere una perfetta aderenza al piede. Un altro ingrediente chiave erano i colori. L’originale e radiosa colorazione Infrared ha enfatizzato l’airbag visibile. Questa tonalità è il segno distintivo delle AM90, così come la loro forma.

Le Air Max 90 hanno ottenuto il riconoscimento fin dall’inizio. Inoltre, non sono mai state considerate come una semplice continuazione della serie. Il modello simboleggiava l’inizio di un nuovo decennio. Negli anni successivi è stato più volte rinnovato e modificato in migliaia di modi. Solo una cosa è rimasta invariata – l’AM 90 è sempre impressionante.

Air Max 180

Il modello è stato creato come risultante dei concetti di due stilisti – Tinker Hatfield e l’ideatore dell’Air Force 1, Bruce Kilgore. Il risultato della loro collaborazione è un cuscinetto visibile sia sulla suola centrale che su quella esterna. A parte un’estetica completamente nuova, l’unità Nike Air era più grande del 50% rispetto al suo predecessore.

La tomaia del modello è stata dotata di un nuovo plantare flessibile che si adatta perfettamente alla forma del piede. Il contrafforte stampato, invece, ha fornito un alto livello di supporto. Un’altra soluzione moderna è stata una speciale scanalatura a V a livello del mesopiede, che garantisce un movimento naturale del piede.

L’airbag visibile è diventato riconoscibile in tutto il mondo. Come per il lancio di AM1, l’introduzione del 180 è stata accompagnata da una campagna pubblicitaria realizzata da leggendari fumettisti, registi e maestri degli effetti speciali.

Air Max 93

La forza motrice del progetto Air Max 93 è stata la visibilità. Come sorprendere le persone che sono già state stordite più volte? L’elemento più importante è sempre stato il cuscinetto visibile a livello del tallone – quindi perché non risaltarlo ancora di più? L’ultimo progetto di Hatfield si basava sull’uso di un sistema di tacche AM 90 e di un inserto in neoprene. Questa soluzione ha fornito un adattamento dinamico al piede e un supporto all’altezza della caviglia.

È stata una bella sfida raggiungere la visibilità del cuscinetto di 270 gradi. L’unità Nike Air perfezionata ha stabilito standard completamente nuovi per l’ammortizzazione. È interessante notare che è stato sviluppato sfruttando la tecnologia utilizzata nella produzione di bottiglie in PET. Questa soluzione ha permesso di lavorare su un airbag visibile posto nella zona metatarsale.

Air Max 95

A metà degli anni ’90, l’emergente membro della famiglia Air Max, oltre ad una silhouette audace, aveva degli elementi di Nike Air visibili nella parte anteriore e posteriore del piede. Si è trattato di un approccio completamente innovativo all’ammortizzazione. Inoltre, l’AM 95 aveva uno stile diverso dai suoi predecessori: aveva un’intersuola nera e un logo Nike ridotto – il classico Swoosh.

La nuova silhouette della scarpa si riferiva all’anatomia del corpo umano. L’intersuola era una sorta di spina dorsale dell’intera costruzione. I lacci di nylon erano attribuiti alle costole, mentre i pannelli a strati e una speciale retina simboleggiavano le fibre muscolari.

La divisione di colore applicata ha fatto sì che la scarpa rimaneva pulita anche durante un’allenamento all’aperto. Anche il logo a malapena percettibile e le lettere nuove erano i tratti distintivi della scarpa. Come nel caso delle Air Max 1 e 90, il colore doveva sottolineare la suola Nike Air, questa volta dall’interno.

L’Air Max 95 ha aperto nuove possibilità di design e ha commosso tutto il mondo degli amanti delle scarpe. Da New York, per Londra a Tokyo, tutti volevano indossare queste scarpe futuristiche. Nonostante il passare del tempo e i nuovi lanci, il 95 continua a essere una vera e propria attrazione per la gente.

Air Max 97

Questo è il primo modello ad avere l’airbag visibile su tutta la lunghezza della suola. Il suo progetto è una specie di risposta alla sfida lanciata dall’Air Max 95. Ovviamente, una proposta così innovativa richiedeva una tomaia rivoluzionaria. Il suo colore argento era ispirato alla super-veloce ferrovia urbana di Tokyo. Questo stile è stato completato da pannelli riflettenti che danno lucentezza. La nuova edizione di Air Max si è inserita perfettamente nel periodo di anti-finezza evidente nella musica, nel cinema e nella moda. Air Max 97 è un classico della fine del XX secolo.

Air Max 2003

Il carattere di questo modello è stato definito dai contrasti. La sua tomaia minimalista è stata giustapposta alla massima ammortizzazione. La nuova silhouette sfruttava il cuscinetto utilizzato nelle Air Max 97. Tuttavia, le scoperte nella tecnologia di produzione, nella costruzione e nel supporto hanno permesso di aumentare la flessibilità della suola.

Anche la coloristica vivida, per la quale tutta la serie era famosa, è stata abbandonata a favore di una transizione tonale di colori più pacati.

La tomaia è in Teijin, simile al materiale utilizzato per le scarpe da calcio o da corsa. Questa soluzione ha conferito al modello un carattere leggero ma aggressivo, offrendo al contempo un comfort senza pari.

Air Max 360

La missione di consentire di “camminare nell’aria” è stata compiuta a meno di 20 anni dal debutto della serie con un finestrino nella suola. Allora ha debuttato l’Air Max 360. Il modello aveva una versione dell’airbag Max Air completamente nuova, con un’ammortizzazione ancora maggiore, pur mantenendo una stabilità esemplare. Grandi strati di schiuma tra il piede e il cuscinetto d’aria appartengono al passato. Per la prima volta è stata utilizzata una costruzione termoformata per ottenere un’ammortizzazione a 360 gradi.

La combinazione di colori delle scarpe si riferiva ai colori delle Air Max 1, mentre i fori nella tomaia tagliati al laser ricordavano il modello dell’anno 1995. La serie Tier Zero, unica nel suo genere, aveva addirittura tomaie originali Air Max unite a una nuova suola. L’AM 360 è stato l’annuncio di una nuova sfida per l’azienda americana nell’ambito dell’airbag visibile.

Air Max 2015

La proposta dell’impero Air Max 2015 combina l’innovazione con la rivoluzione. La tomaia leggera delle Air Max 2015 fornisce un’eccellente traspirazione. Con una costruzione cilindrica e tagli che aumentano l’elasticità della suola, la scarpa offre un passo morbido e flessibile. Questo aumenta il livello di comfort durante la camminata. Lo Swoosh rovesciato, invece, sottolinea un nuovo capitolo nella storia della dinastia air.

Air Max 270

Un successo della Nike dell’anno scorso e una varietà molto interessante in tutta la linea. Per la prima volta, la scarpa era dedicata strettamente al mercato lifestyle. Di solito i modelli venivano prodotti soprattutto per i runner. Molte versioni di colori, così come i materiali della tomaia, hanno reso Nike Air Max 270 molto popolare.

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Autore

Szczepan Radzki

Sono un creatore di contenuti e giornalista, e allo stesso tempo un fanatico di comunicazione sociale e di contrasti. Come autore di un blog sul collezionismo di scarpe, ho promosso diverse iniziative legate al mondo delle sneakers e dello streetwear. Sono innamorato dello sport e della ricreazione in senso lato - sono cresciuto giocando a basket. Adoro le edizioni limitate, non solo di scarpe.

Il testo originale dell'articolo è stato tradotto e adattato alla versione italiana del blog escarpe.it da Maja Sobon.

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