Normcore non è altro che la moda di essere… fuori moda. La tendenza a vestirsi in modo ordinario e non sofisticato. Il principio è semplice: meno ti sforzi, meglio apparirai. Inoltre, un normcore solitamente non ha la minima idea che il suo stile abbia una definizione. Incuriosito? Continua a leggere!

Abbiamo bisogno della moda per essere felici? Alcuni pensano che sia più facile farne a meno. Ed ecco il paradosso: è nata la moda di essere fuori moda!

Normcore: cos’è?

Il termine normcore è la crasi due parole – “normal” + “hardcore”, che in libera traduzione significa “estremamente normale”. La cosa interessante è che come icone di questa tendenza sono stati acclamati Steve Jobs e Mark Zuckerberg. Quindi, si può arrivare a una semplicistica conclusione, che lo stile normcore è una sorta di… stile da informatico. Negli armadi dei normcore non c’è spazio per le cose con un logo del marchio in vista, dominano piuttosto gli abiti no-name universali e senza tempo.

Lo sai che…?

Il nome „normcore” è stato ideato da un gruppo di ricercatori di tendenze, KHole.

Mark Zuckerberg in un outfit da giorno alla normcore:

Cosa indossano i normcore?

Rispondendo alla domanda del titolo – nulla che possa attirare l’attenzione. Come alcuni credono, il normcore è un contemporaneo manifesto di autenticità, una sorta di anti-stile. Nei guardaroba dei normcore prevalgono i jeans, le felpe con zip, i dolcevita e le T-shirt. La base è prima di tutto il comfort! Ecco perché i normcore indossano di solito capi d’abbigliamento oversize e scarpe sportive. Come si può facilmente dedurre, lo stile normcore è più diffuso tra gli uomini.

Non è ancora chiaro come la mancanza di stile sia arrivata al rango di stile. E se i normcore sanno di essere nella lista delle più grandi tendenze. Secondo gli esperti di moda, il normcore è un riferimento agli anni ’90 in versione americana. Il guardaroba dei normcore sembra uscito dalla famosa serie Beverly Hills, 90210. Una cosa è certa, alla domanda “avere” o “essere”, i normcore rispondono “essere”.

Pericolosamente ordinario. Indossa soltanto T-shirts e jeans, utilizza lo slang preso da altre sottoculture, ma almeno tre anni dopo che hanno iniziato ad usarlo.

Definizione di un normcore dal webcomic „Templar, Arizona” (2008)

Per le persone del segno normcore, lo shopping è un’attività occasionale per compensare le carenze. I vestiti devono essere semplici, sobri e di massima utilità. Ciò che conta non è il marchio, ma il comfort. Il tipico normcore non ha alcuna resistenza all’acquisto di un maglione in un supermercato locale, purché soddisfi le sue aspettative. In realtà, normcore è una sorta di stato mentale, caratterizzato da una sconfinata ignoranza della moda e dell’opinione pubblica. Alcuni la chiamano strafottenza, mentre altri la considerano la voce della vera libertà, non vincolata da un’ossessiva preoccupazione per l’apparenza. E tu cosa ne pensi? Per farti un’opinione, vedi l’hashtag #normcore su Instagram.

Lo stile normcore uccide la creatività?

Secondo i normcore sicuramente no, soprattutto se prendiamo Steve Jobs come esempio. Tuttavia, non si può negare che un mondo fatto solo di normcores sarebbe estremamente noioso. Se ti ha incuriosito la moda a vestire in modo ordinario, approfittane a tuo piacimento. Per esempio, puoi sostituire i tacchi con delle comode Birkenstock oppure introdurre nel tuo guardaroba delle felpe oversize.

È da notare che tutti sono sempre più desiderosi di essere naturali. Tra le star sono molto popolari le foto della serie Instagram vs. realtà. In poche parole, normcore significa non mettersi in mostra. Anche se, come temono i ricercatori di tendenze, è anche un preludio all’unificazione – la nascita dell’era dei cloni grigi, che credo dovremmo prendere con le pinze.

Autore

Agnieszka Bednarek

Sono un'esteta, l'entusiasta di abbinamenti non convenzionali e delle Dr. Martens. Credo, come Salvador Dali, che la base di ogni successo è il vestito. Nella vita privata esploro i segreti del cucito e dell'artigianato. Definisco ciò che è indefinito.

Il testo originale dell'articolo è stato tradotto e adattato alla versione italiana del blog escarpe.it da Maja Sobon.

Questo sito utilizza i cookie per fornire i servizi di prima qualità. Se prosegui la navigazione accetti il loro uso. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire i servizi di prima qualità. Se prosegui la navigazione accetti il loro uso.

Chiudi